Ecco il metodo più semplice per capire a quali cibi sei intollerante


Avete mai avvertito gravi sintomi, comparsi subito dopo aver mangiato un determinato cibo? Potrebbe trattarsi di un intolleranza di cui non siete a conoscenza.

Capire di essere intollerante non è poi così facile. Stanchezza, gonfiore, pesantezza capogiri, nausea, stati d’ansia o depressione, dermatiti, sovrappeso, tachicardia, bruciore di stomaco, sono alcuni dei più comuni sintomi che posso essere generati dall’assunzione di cibo a cui siete intolleranti.

Cosa significa essere intolleranti?

Il cibo può essere fonte di salute e di nutrimento, ma può essere anche la causa di molti mali. Mangiare cibi che contengono delle sostanze che “non siamo programmati a digerire” – spiega il dottor Mozzi – può recare gravi danni all’organismo. Molte delle patologie oggi più comuni, ma anche molte patologie rare, sono causate proprio da ciò che mangiamo tutti i giorni.

Si tratterebbe in sostanza di un malassorbimento dei carboidrati dall’intestino tenue dove fermentano per azione della flora batterica provocando i disturbi.

Sintomi generali di intolleranza

-prurito
-arrossamenti
-pallore del viso e delle mani
-sudorazione
-sensazione di freddo o di caldo
-estremità fredde
-secchezza degli occhi
-tremolio delle palpebre
-formazione di muco
-naso chiuso
-starnuti e starnuti a raffica
-sensazione di qualcosa che graffia alla gola
-tosse
-saliva schiumosa bianca
-bruciori di stomaco
-gonfiore
-rossori alle labbra o attorno ad esse
-afte
-meteorismo e flatulenza
-tic nervosi
-tremolii delle mani o di altre parti del corpo
-iperattività nei bambini
-mancanza di concentrazione
-stanchezza cronica
-mancanza di energia e tendenza ad affaticarsi facilmente
-nervosismo
-tachicardia e palpitazioni
-ansia
-emicranie
-cefalee
-vertigini

I cibi condannati

Molti i cibi che sono stati identificati come causa di intolleranze.

Tra i principali imputati la frutta, dov’è contenuto più fruttosio che glucosio (come mele, pere e angurie) e verdura come cipolle, carciofi, asparagi, cavoli e cavolfiori, che vanno ad affiancare la già assodata intolleranza al lattosio individuabile tramite la mancanza di un enzima specifico. Per quanto riguarda il glutine, è chiamato un killer silenzioso perché può causare danni cronici in tutto il corpo. A volte il paziente non è nemmeno a conoscenza delle conseguenze del consumo di glutine.

Tra i sintomi dell’intolleranza al glutine, si può riscontrare maggiormente:

1. Problemi con il tratto gastrointestinale

2. Variazioni di peso inspiegabili

3. Squilibrio ormonale

4. Problemi con il sistema nervoso centrale

5. Problemi di pelle e unghie

6. ADHD o disturbo dell’attenzione

7. Cattive condizioni dei denti

8. Anemia sideropenica

9. Malattie autoimmuni

Ecco il metodo per capire se hai intolleranze alimentari

Per comprendere quale cibo causa intolleranza, bisogna introdurlo uno alla volta durante la giornata.
Annotare in un diario tutto ciò che si mangia durante la giornata e metterlo in relazione con ciò che si manifesta nell’organismo: è importante annotare anche a che ora si manifestano eventuali reazioni;
Eliminare dalla vostra dieta il cibo che pensate possa essere dannoso e provate a mangiarlo nuovamente dopo 7 giorni.
Va ricordato che spesso ci possono essere più intolleranze pertanto, è importante “testare”ciascun cibo uno alla volta.

Dopo che siete quasi certi di aver individuato a cosa è dovuta la vostra intolleranza, potrete fare anche dei test diagnostici per verificarne la veridicità.

Per chi vuole individuare l‘intolleranza al glutine, il medico preleverà un campione di sangue e lo controllerà per individuare eventuali anticorpi normalmente presenti nel sangue delle persone con malattia celiaca. Prima dell’esame, è necessario includere il glutine nella dieta in quanto ciò contribuirà ad evitare risultati imprecisi.

Come eliminare l’infiammazione dello stomaco generata dall’introduzione di cibo “intollerante”

Acqua calda: bere un bicchiere di acqua calda in modo da eliminare i gas che si formano da fermentazione.
Fichi secchi: mangia dei fichi secchi, possono sfiammare la mucosa.
Prugne secche: masticare delle prugne con nocciolo per molto tempo.