Carcinoma mammario, svolta al Policlinico di Catania: distrutto con il GHIACCIO senza bisturi
Un nuovo passo avanti contro il carcinoma mammario
Importante novità nella cura del tumore al seno all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “Rodolico – San Marco” di Catania. La Breast Unit, diretta dal dottor Marco Furci, introduce la crioablazione mammaria, una tecnica mini-invasiva che consente, in casi selezionati, di trattare il carcinoma evitando l’intervento chirurgico tradizionale.

Il centro etneo si colloca tra i primissimi in Italia ad adottare questa innovativa procedura in ambito senologico, rafforzando il proprio ruolo di riferimento nella medicina personalizzata e nella gestione avanzata del carcinoma mammario.
Un percorso di innovazione già avviato
L’introduzione della crioablazione si inserisce in un percorso di crescita e aggiornamento tecnologico già iniziato. Solo sei mesi fa, infatti, il Policlinico aveva avviato il programma di mastectomia endoscopica, con risultati definiti molto positivi sia dal punto di vista clinico sia sotto il profilo estetico e funzionale.
Nei giorni scorsi è stata eseguita con successo anche la prima crioablazione mammaria, segnando un ulteriore avanzamento verso trattamenti sempre più mirati, conservativi e attenti alla qualità della vita delle pazienti.
Come funziona la crioablazione
La crioablazione utilizza il freddo estremo per distruggere le cellule tumorali. L’intervento viene effettuato in anestesia locale e sotto guida ecografica, garantendo precisione e controllo costante della procedura.
Una sottile criosonda viene inserita attraverso la pelle direttamente nel nodulo tumorale, con modalità simili a una comune agobiopsia. Il rilascio di azoto liquido genera una vera e propria “palla di ghiaccio”, capace di congelare e distruggere le cellule neoplastiche.
Il tessuto tumorale così trattato va incontro a necrosi e viene progressivamente riassorbito dall’organismo. Si tratta di una procedura rapida, precisa e con un impatto fisico decisamente inferiore rispetto alla chirurgia tradizionale.
Indicazioni precise e selezione accurata delle pazienti
Attualmente la tecnica è indicata per tumori unifocali di piccole dimensioni, generalmente entro i 10-15 millimetri, con caratteristiche istologiche a basso rischio, come i cosiddetti “luminal A”, e in assenza di metastasi linfonodali.
Non si tratta quindi di una soluzione valida per tutti i casi, ma di un trattamento destinato a pazienti accuratamente selezionate. Proprio su questa tipologia di tumori la Breast Unit del Policlinico ha progettato uno studio clinico dedicato, con l’obiettivo di valutare in maniera sistematica efficacia, sicurezza e risultati a medio e lungo termine.
Il primo intervento eseguito a Catania
La prima procedura è stata effettuata su una donna di 71 anni, affetta da carcinoma mammario unifocale di 10 millimetri. La paziente era considerata ad alto rischio chirurgico per la presenza di altre gravi patologie.
Dopo il consenso informato, il caso è stato discusso dal team multidisciplinare, che ha individuato nella crioablazione l’opzione terapeutica più appropriata, tenendo conto delle condizioni cliniche generali e delle caratteristiche biologiche del tumore.
Il valore dell’approccio multidisciplinare
La decisione è stata condivisa da un’équipe composta da chirurghi senologi, anatomopatologi, radiologi e radiologi interventisti, radio-oncologi, oncologi medici, medici nucleari, genetisti e psico-oncologi.
Questo modello organizzativo permette di offrire una presa in carico completa, integrando competenze diverse per definire un percorso terapeutico realmente personalizzato, costruito sulle specifiche esigenze della paziente e sulle peculiarità del tumore.
