Bordighera: La piccola Beatrice, di 2 anni, non c’è più: è stata la mamma. A parlare i vicini…
La ricostruzione degli spostamenti
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda gli spostamenti della madre nelle ore successive al presunto decesso. Secondo quanto riportato nell’ordinanza del gip, la donna avrebbe viaggiato in auto con il corpo della figlia dalla casa del compagno fino alla propria abitazione a Bordighera.
Solo una volta arrivata a casa avrebbe contattato i soccorsi. Una circostanza che ha pesato nella valutazione del giudice e che rappresenta uno dei punti chiave dell’accusa.
Anche il compagno della donna risulta indagato a piede libero per lo stesso reato. Secondo quanto emerso, le bambine si trovavano con lui nelle ore precedenti alla tragedia. L’abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari.
Al centro dell’indagine ci sono le ripetute bugie della donna. Aiello ha sempre attribuito i lividi della figlia a cadute accidentali, «dalle scale» o «dalla culla», e ha dichiarato di averla portata al pronto soccorso, circostanza smentita dai controlli effettuati in tutti gli ospedali della provincia. Il medico legale ha escluso che gli ematomi siano compatibili con incidenti domestici, riconducendoli piuttosto all’azione di «oggetti contundenti».
E in più si legge nell’ordinanza, citata dalla Stampa, come il sospetto è che sia stata la madre ad aver «inferto numerosi e violenti colpi alla figlia che l’hanno poi portata al successivo decesso». Una testimone vicina alla famiglia ha inoltre riferito agli inquirenti che «la madre della bimba esercitava quotidianamente violenze fisiche sulla figlia».
Un caso complesso e ancora senza risposte definitive
«Si tratta di un caso molto particolare e complicato», ha dichiarato il medico legale Andrea Peirano al termine dell’autopsia. «Non siamo attualmente in grado di fornire una spiegazione plausibile del decesso né della sequenza temporale degli eventi. Attendiamo i risultati degli esami istologici».
Le indagini proseguono su più fronti: oltre agli accertamenti medico-legali, gli investigatori stanno analizzando telefonate, spostamenti e testimonianze, nel tentativo di ricostruire minuto per minuto ciò che è accaduto nella notte tra l’8 e il 9 febbraio.
Nel frattempo, la comunità di Bordighera resta scossa da una tragedia che ha colpito una bambina di appena due anni. Solo l’esito completo degli esami e il prosieguo dell’inchiesta potranno chiarire se si sia trattato di un evento accidentale o di una condotta penalmente rilevante.
La verità giudiziaria, ora, è affidata agli accertamenti scientifici e al lavoro della magistratura.
