Un padre chiede a tutti gli utenti del web di pregare per sua figlia 16enne, malata di Covid: “Datemi voi la forza”


Questa storia ha commosso e sconvolto tutto il mondo: un padre chiede di pregare per aiutare sua figlia, colpita dalla forma molto aggressiva del Covid, affinchè possa guarire e ritornare a sorridere.
Poco prima che Charlee Swearingen avvertisse i sintomi  del COVID-19, la sedicenne stava per lo più bene tranne che per un po ‘di congestione. Poi il suo livello di ossigeno è sceso in modo allarmante a circa il 70 percento, ma non aveva nè febbre e nè tosse.

Poche ore dopo aver scoperto di essere positiva, ha avuto delle forti convulsioni. Un’ambulanza l’ha portata di corsa al Texas Children’s Hospital di Houston dove è stata intubata dopo che i tentativi di avviare la produzione di anticorpi, introducendoli con plasma non avevano funzionato. Questo il racconto fornito da suo padre, Kevin Swearingen.

La terapia consiste nel prelevare il sangue donato da persone che si sono riprese dal COVID-19 e somministrare gli anticorpi a una persona infetta per aiutarli a combattere il virus.

La preghiera per Charlee

In un toccante post trasmesso dal canale WTSP, questo padre ha raccontato quanto dolore prova nel vedere sua figlia costretta a vivere tanta sofferenza.

Per questo si è appellato alle preghiere degli utenti di Internet per sostenerla in questa difficile lotta, contro questo mostro.

L’uomo sulla sua pagina Facebook ha reso nota la grave condizione di salute di sua figlia, invitando a condividere messaggi e di pregare per la sua guarigione.

In una delle sue pubblicazioni, Kevin ha rivelato che i polmoni di sua figlia “sono sempre pieni” e che i medici hanno dovuto usare tubi per drenare sangue e liquido intorno ai polmoni.

La condizione di salute di Charlee è aggravata anche perchè ha un ridotto numero di globuli bianchi, condizione che non permette alle difese immunitarie di attaccare il nemico.

Inoltre il fluido ed il sangue intorno ai suoi polmoni non permettono loro di espandersi in modo normale.

Secondo le informazioni diffuse dal padre, la ragazza è sottoposta ad ossigenazione della membrana extracorporea 24 ore su 24(ECMO).

Sul sito web dell’assistenza pubblica degli ospedali  si spiega che questo trattamento è una tecnica che permette la circolazione extracorporea, in modo da offrire assistenza respiratoria, cardiaca, respiratoria.

I medici non sanno quando la ragazza riuscirà a guarire, per ora non resta che pregare e sperare che la sua situazione non peggiori.

In uno dei suoi messaggi social, il padre di Charlee ha scritto:

Questo è un grande passo ed un momento molto importante, pregherò molto per la mia bambina. Ed inviterò gli utenti di internet a condividere questo messaggio”.

Questa storia toccante sottolinea come il Coronavirus non risparmia nessuno e anche i più giovani, privi di patologie, possono finire in quella stanza che ti tiene in vita solo con ossigeno artificiale.



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