Spaghetti contenenti sostanze potenzialmente nocive: ecco le marche (anche famose) che contengono glifosato


Gli spaghetti popolano le tavole degli italiani più di qualsiasi altro formato di pasta. Una nuova analisi ha però svelato la presenza di glifosato in diverse marche.

La rivista Il Salvagente, che da anni si occupa di analizzare vari prodotti a cui, come consumatori, abbiamo facile accesso, ha portato in laboratorio 20 marchi di spaghetti alla ricerca di sostanze potenzialmente nocive e ci sono novità che vi stupiranno: molti marchi famosi e rinomati, di pasta, risultano essere in realtà di scarsa qualità a causa della presenza di glifosato all’interno.

Cosa mangiamo?

Ma cosa portiamo realmente in tavola? Che cosa contiene la pasta che tanto adoriamo e con cui ci nutriamo?

Purtroppo capita di trovare tracce di pesticidi o diserbanti anche all’interno della tua amata pasta.

Pesticidi che non è detto siano privi di effetti sul tuo organismo.

Per capire meglio quale sia il potenziale pericolo nascosto tra gli spaghetti, la rivista Il Salvagente ha scelto di analizzare 20 marche di questa preziosa pasta, alla ricerca di sostanze potenzialmente dannose e studiando la veridicità dei tempi di cottura e le caratteristiche organolettiche.

La maggior parte della pasta analizzata, se ritenuta scadente è perchè contiene una sostanza chiamata glifosato.

Direttamente dal sito dell’AIRC, apprendiamo che:

  • Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo, per via della sua efficacia e della minore tossicità rispetto agli analoghi prodotti che erano disponibili quando è stato messo in commercio. Ha avuto una grande diffusione perché alcune coltivazioni geneticamente modificate sono in grado di resistergli: distribuendo il glisofato sui campi si elimina ogni erbaccia o pianta tranne quella resistente che si desidera coltivare. Si aumenta così la resa per ettaro e si riduce l’impegno per l’agricoltore.
  • Uno studio svolto con il glifosato somministrato ai ratti sembrava averne dimostrato la cancerogenicità. Tuttavia, l’articolo pubblicato nel 2012 è stato in seguito ritrattato per problemi di metodo e i dati non sono mai stati replicati in studi di qualità superiore.
  • Dopo attenta analisi delle prove disponibili, lo IARC di Lione ha classificato il glifosato nel gruppo 2 A, tra i probabili cancerogeni.
I marchi analizzati

In 7 marchi su 10 è stata riscontrata la presenza di glifosato, potenziale cancerogeno secondo la Iarc e possibile interferente endocrino secondo alcuni studi, che potrebbe avere effetti anche a basse dosi (quelle in cui è stato rinvenuto). A questo si aggiunge anche la presenza di piperonil butoxide, sempre in basse quantità, una sostanza anch’essa dichiarata potenzialmente cancerogena dall’Epa, ma per la quale non ci sono limiti di legge. Un acaricida, pirimiphos methyl, è stato poi individuato in una marca di spaghetti.

Per quanto riguarda la vomitossina, Don, sebbene il limite stabilito per le persone adulte non sia mai stato superato, lo stesso non si può dire per quel che riguarda i più piccoli. In tre marchi, infatti, quali Agnesi, Garofalo e Lidl, il massimo consentito nel cibo per bambini, ovvero 200 microgrammi per chilo, è stato superato. E anche se non si parla nello specifico di cibo per l’infanzia, è meglio evitare che i più piccoli entrino in contatto con la sostanza.

I marchi di pasta che sono stati analizzati e valutati dalla rivista sono:

Molisana: punteggio eccellente.

De Cecco: punteggio eccellente

Coop: punteggio ottimo

Alce Nero Spaghettoni Senatore Cappelli: punteggio ottimo

La marca del consumatore: punteggio ottimo

Girolomoni – Senatore Cappelli: punteggio buono

Naturasì: punteggio buono

Armando: punteggio buono

Barilla: punteggio buono

Voiello: punteggio buono

Le stagioni d’Italia Senatore Cappelli: punteggio buono

Carrefour: punteggio medio

Conad: punteggio medio

Esselunga: punteggio mediocre

Rummo: punteggio mediocre

Divella: punteggio mediocre

Eurospin Tre Mulini: punteggio mediocre

Lild Combino: punteggio scarso

Garofalo: punteggio scarso

Agnesi: punteggio scarso

La replica dei produttori

Ai risultati delle analisi, pubblicati dopo averli esposti alle aziende, queste ultime hanno replicato. Divella ha sottolineato che i valori del glifosato presenti sono in ogni caso molto inferiori rispetto ai limiti di legge, così come anche per il piperonil butoxide, che si troverebbe comunque sotto il limite di quantificazione. Rummo ha ribadito che nel suo prodotto il valore del glifosato è ampiamente sotto i limiti di legge e che quindi non è possibile abbia alcun impatto sulla salute umana.

Garofalo ha sottolineato di non utilizzare grano canadese.


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