Scuola, l’annuncio ufficiale della Ministra Azzolina: “A settembre metà lezioni in classe e metà da casa”

Il ritorno a scuola per i nostri ragazzi ormai sarà fissato per Settembre, Coronavirus permettendo. Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzollina, ha annunciato delle grosse novità: l’anno scolastico 2020-2021 non si svolgerà soltanto in classe: metà lezioni si svolgeranno in classe, metà lezioni a casa. Scopriamo nel dettaglio.
La scuola ai tempi del Coronavirus
Non ci saranno doppi turni, ma gli studenti andranno in classe alternati: metà settimana un gruppo e metà settimana l’altro gruppo. Questa è l’idea illustrata dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante la trasmissione ‘L’intervista di Maria Latella’ su SkyTg24.
“Non abbiamo mai parlato di doppi turni”, assicura la titolare del Miur, in riferimento alla ripresa della scuola a settembre. Si potrebbero, invece, dividere le classi: “La metà degli studenti per metà settimana” andrebbe in classe.
Poi toccherebbe all’altra metà. In ogni caso gli studenti sarebbero sempre “collegati” da casa quando non saranno in aula. “Togliamoci dalla testa che gli insegnanti facciano 18, 24 o 25 ore, quelle sono quelle fatte di viso con gli studenti, perché c’è tutto un tempo necessario alla preparazione delle lezioni, di correzione, di studio e di ricerca che fa parte dell’orario della classe docente”, aggiunge Azzolina.
L’ unica certezza che abbiamo è una: “a settembre si deve tornare a scuola, gli studenti hanno diritto di tornare a scuola”, secondo la ministra. Bisognerà abituarsi ad interagire da casa e lavorare anche a scuola. Sarà una scuola mista insomma.
Piccoli gruppi di bambini all’asilo

Altra questione che riguarda gli studenti e i loro genitori è quella della ripresa del lavoro per molti padri e molte madri di famiglia: “Da lunedì – sottolinea la ministra – molti italiani torneranno a lavorare e bisognerà dare risposte immediate alle molte famiglie con bambini piccoli. Insieme al ministro Bonetti stiamo lavorando a un protocollo per far sì che piccoli gruppi di bambini, quattro o massimo cinque, possano essere seguiti. Tutto ciò in collaborazione con gli enti locali che stanno facendo la loro parte. A breve questo protocollo sarà sottoposto al Comitato tecnico-scientifico”.
Azzolina e le assunzioni nella scuola

La Ministra affronta anche il problema delle assunzioni: “La scuola risponde al futuro del Paese, alle famiglie, agli studenti e al personale: chi in questi giorni sta dicendo che si possono fare concorsi per titoli e che da settembre si assumerebbero subito i docenti grazie a questi concorsi sta mentendo spudoratamente. Si tratta di concorsi attesi da anni. Se noi cambiassimo le norme, a settembre non assumeremmo proprio nessuno, assumeremmo solo chi è nelle graduatorie ad esaurimento e chi era nelle graduatorie dei concorsi precedenti ma non i precari che oggi chiedono di essere assunti. La politica lo deve dire chiaramente”.
Scuola ai tempi del covid (commento)
La scuola ha vissuto una delle sue trasformazioni più radicali durante il periodo del Covid-19. Quello che prima era un ambiente fatto di banchi, relazioni umane, suoni di campanella e chiacchiere nei corridoi, si è improvvisamente trasformato in un’esperienza digitale, fredda e spesso distante. L’insegnamento a distanza, noto come DAD, è diventato l’unico strumento possibile per garantire una continuità didattica, ma ha anche messo in luce forti disuguaglianze tra studenti. Non tutti, infatti, disponevano di un computer, di una connessione stabile o di un ambiente domestico adeguato allo studio.
Molti docenti si sono trovati spiazzati, costretti a reinventarsi da un giorno all’altro senza una vera formazione tecnologica. Eppure, tra mille difficoltà, hanno cercato di mantenere viva quella relazione educativa che è il cuore dell’insegnamento. Gli studenti, dal canto loro, hanno dovuto affrontare solitudine, difficoltà di concentrazione, mancanza di motivazione. La scuola, che dovrebbe essere anche luogo di socializzazione, è diventata uno schermo, un monitor freddo che divideva invece di unire.
Nel tempo si è compreso quanto la scuola sia un pilastro sociale, non solo formativo. Durante l’emergenza, è diventato chiaro quanto sia fondamentale non solo per l’apprendimento, ma anche per il benessere emotivo e psicologico di bambini e ragazzi. La chiusura prolungata ha avuto un impatto significativo sullo sviluppo emotivo di molti alunni, aumentando ansie, insicurezze e disagi.
Ma non tutto è stato negativo. Il Covid ha anche costretto il mondo scolastico a fare un salto verso il digitale, verso una modernizzazione che altrimenti avrebbe impiegato anni. Oggi molte scuole sono più attrezzate, i docenti hanno acquisito nuove competenze e si è iniziato a riflettere in modo più serio sull’importanza del benessere scolastico.
In conclusione, la scuola ai tempi del Covid è stata un banco di prova durissimo, che ha però acceso i riflettori sulla necessità di renderla più inclusiva, resiliente e capace di adattarsi ai cambiamenti. Un’esperienza che ha lasciato ferite, sì, ma anche insegnamenti profondi da non dimenticare.
