Scuola: a settembre si tornerà senza distanziamento di un metro ma con obbligo della mascherina


Il Comitato tecnico-scientifico, vista l’imminente riapertura delle scuole, ha deciso di non imporre il distanziamento obbligatorio di un metro in classe, almeno per ora, a patto che tutti gli studenti e gli insegnanti indossino regolarmente la mascherina durante le ore di lezione.

Questa decisione nasce un problema quasi irrisolvibile ovvero la mancanza di spazio necessario per garantire la distanza di 1 metro tra gli alunni.

Una soluzione, quella individuata dal Cts, che sormonta alcuni ostacoli: il rischio che i banchi monoposto non arrivino in tempo, la mancanza di spazi alternativi per fare lezione e anche i casi in cui le aule, modificate per rispettare le nuove regole, non vengano terminate entro l’inizio dell’anno scolastico.

Il parere del Comitato è contenuto nel verbale del 12 agosto: “Nelle situazioni temporanee in cui fosse impossibile garantire il prescritto distanziamento fisico” è possibile una deroga a questa norma, ma solo se si usa la mascherina chirurgica.

Questa proposta, sicuramente difficile da mettere in atto, visto la vivacità dei bambini e le difficoltà di indossare la mascherina per più ore, sarà l’unica soluzione che garantirà il ritorno sui banchi di scuola, escludendo per ora la didattica a distanza che i genitori rifiutano.

Con la mascherina niente distanziamento in classe

La mascherina diventa quindi uo strumento fondamentale, essenziale quanto il libro, il quaderno o la penna. Dovrà essere indossata sempre, anche durante le lezioni. E il consiglio è di utilizzare quelle chirurgiche. Ma la misura, sottolineano gli esperti, deve essere solo temporanea e deve essere “corretta il prima possibile”. Per quanto riguarda gli spazi aggiuntivi, invece, il ministero ha chiesto ai presidi di inviare entro lunedì le richieste, per poter accelerare il confronto con gli enti locali. Il direttore generale del ministero, inoltre, ha scritto agli uffici regionali e ai presidi sottolineando che le due misure principali sono l’utilizzo delle mascherine quando si è in movimento e il metro di distanza quando si sta fermi.

L’appello agli studenti: scaricare l’app Immuni

Il Comitato tecnico-scientifico rivolge anche un altro invito, a studenti e personale scolastico: “È raccomandato tra le misure assolutamente opportune l’utilizzo dell’applicazione Immuni”. In particolare gli esperti ne consigliano “l’adozione da parte di tutti gli studenti ultraquattordicenni, di tutto il personale scolastico docente e non docente, di tutti i genitori degli alunni”. Un invito motivato dal fatto che il “Cts ritiene che costituisca uno dei punti chiave della strategia complessiva di prevenzione e monitoraggio del mondo della scuola”.

Come potrete verificare direttamente leggendo il verbale del Cts, non mancano le preoccupazioni sulla ripresa della scuola, che potrebbe portare anche a un aumento della circolazione del virus: “Non è nota la reale trasmissibilità nelle scuole anche se cominciano ad essere disponibili evidenze scientifiche di outbreak in ambienti scolastici. Non è nemmeno noto l’impatto che potranno avere le misure di riorganizzazione scolastica che si stanno mettendo in campo in questi giorni”. Le incertezze sono tante e le previsioni difficili da fare. Tra queste anche un’altra preoccupazione viene espressa dagli esperti: “Più in generale non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano Srs-CoV-2 rispetto agli adulti”. La ripartenza della scuola rimane, quindi, un’incognita, piena di dubbi e paure.


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