Reddito di Cittadinanza: non sarà più rinnovabile dopo 18 mesi e premierà chi lavora


In mancanza di occupazione, molti italiani saranno costretti a rinnovare il Reddito di Cittadinanza, non avendo altre risorse economiche.

Per evitare che il Reddito di Cittadinanza si trasformi in un beneficio percepito a tempo indeterminato, il neo Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha in studio un meccanismo di rinnovo a correzione di questa deriva strutturale.

Il Reddito di Cittadinanza, nell’ipotesi del Ministro, sarebbe rinnovabile esclusivamente per i nuclei familiari in cui non sono presenti persone ‘occupabili’. In questi casi il RdC, qualora continuino a essere rispettati i requisiti reddituali e patrimoniali, potrà essere rinnovato, su richiesta formale, allo scadere dei 18, 36, 54 mesi.

Nei nuclei in cui siano presenti uno o più componenti ‘occupabili’, ovvero persone giovani, in buona salute, in grado di lavorare, il sussidio invece sarà erogato per i soli primi 18 mesi, senza possibilità di rinnovo, il tempo necessario quindi per trovare un’occupazione.

È chiaro che, affinché tutto ciò possa concretizzarsi, è necessario aumentare le risorse occupazionali e determinare nuovi posti di lavoro.

Del resto, l’operatività del nuovo sistema avrebbe bisogno di alcuni ritocchi al meccanismo della congruità delle offerte. Se attualmente, nei primi 12 mesi è considerata congrua la prima offerta entro i 100 chilometri dalla residenza, e oltre un anno è congrua l’offerta oltre i 250 chilometri, con il nuovo RdC i limiti potrebbero decadere. Negli unici 18 mesi di RdC, le offerte potrebbero essere considerate congrue entro i 250 chilometri, già a partire dalla prima.

Una riforma di questo tipo, porterebbe un grosso risparmio per lo stato.

Il Reddito di Cittadinanza 2021 premia chi trova lavoro

Un secondo intervento su cui il Ministero del Lavoro si sta impegnando, riguarda l’applicazione di un sistema premiante destinato ai percettori che trovano lavoro.

Attualmente, dal momento in cui il percettore di RdC trova lavoro, l’INPS a seguito di comunicazione, procede al ricalcolo dell’importo della ricarica mensile, che tiene conto del maggior reddito prodotto dalla nuova occupazione.

Alla rideterminazione del nuovo beneficio, erogato a decorrere dal mese successivo alla variazione, concorre l’80% del nuovo reddito.

Nella nuova idea del Ministro, il reddito che andrà a concorrere al ricalcolo si quantificherà al 50% del nuovo reddito, almeno nei primi sei mesi, incentivando maggiormente la ricerca di un lavoro.

Possiamo considerarlo, questo, un’ulteriore opportunità di svincolare l’identità del RdC da misura puramente assistenzialistica a misura capace di promuovere formazione e occupazione.


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