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Proposta di Renzi: tassa sui contanti del 15% per far ripartire l’economia. Ecco cosa aspetta agli italiani


Ora che l’economia italiana sta precipitando sempre di più, l’ex Premier Matteo Renzi lancia una proposta che potrebbe ben presto essere approvata.

La sua iniziativa, già accennata nel suo libro “La mossa del cavallo”, è quella di introdurre una tassa sul contante di circa il 10 – 15% con lo scopo di far ripartire l’economia in questa fase in cui l’Italia è stata messa in ginocchio.

Se per il Governo questa potrebbe essere una sanatoria necessaria per riempire un pò le casse e dare sollievo ai debiti accumulati sempre di più, di certo non sarà ben digerita dagli italiani, specialmente coloro che da sempre pagato ogni tipo di tassa, imposta e contributo che sia stata mai concepita nel nostro Paese.

A proporre una tassa molto simile era stato anche Matteo Salvini.

C’è un sacco di contante fermo da una parte, dai 100 ai 150 miliardi di euro, nelle cassette di sicurezza o sotto il materasso. Contante fermo che impedisce di passare alla società”.Questa la dichiarazione di Matteo Renzi. E aggiunge: “L’idea è fare una voluntary disclosure sul contante: io tiro fuori il denaro, pago una tassa che noi immaginiamo al 10-15% e poi non vengo perseguito. Questo potrebbe portare a 100 miliardi immessi in circolo nel mercato“. Poi continua: “Oggi c’è tanto contante fermo. Ci sono dai 100 ai 150 miliardi di euro tra cassette di sicurezza e materasso. E questo impedisce di passare alla società senza banconote”.

Solo pochi giorni fa, su questo tema, è arrivata la proposta di Vittorio Colao, leader della task force di esperti arruolata dal premier, Giuseppe Conte, per la ripartenza dell’Italia.

Il Governo ha le idee ben chiare sulle prossime “forzature” da proporre ai cittadini: in primis sfruttare il post pandemia per dire addio ai contanti, fare spazio ai pagamenti elettronici e sferrare un durissimo colpo all’evasione fiscale. Colao spiega: “Concettualmente del contante non c’è bisogno. E nemmeno dei Pos. Ogni smartphone può fare queste operazioni. È chiaro che bisogna creare degli incentivi per chi fa e per chi riceve i pagamenti elettronici. Un po’ di nero lo farebbe emergere“.

Sempre Colao approfondisce la questione facendo un esempio: “Io non sono per un approccio violento. Però quand’è l’ultima volta che abbiamo avuto il bisogno di avere una banconota da 200 o 500 euro, che non dovrebbero proprio esistere? Io potrei vivere senza ritirare mai al bancomat“.

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