Pronto soccorso, oltre 6 ore di attesa: l’ospedale non può ignorarti, ecco cosa puoi pretendere
Dopo molte ore puoi chiedere spiegazioni?
Sì.
Quando l’attesa diventa particolarmente lunga, il paziente può chiedere al personale informazioni sul proprio percorso assistenziale, compatibilmente con l’attività clinica e con le emergenze presenti in quel momento.
È possibile, ad esempio, chiedere se si è ancora in attesa della visita, se devono arrivare risultati di esami oppure se il percorso è stato temporaneamente rallentato da emergenze più gravi.
Ciò non significa poter pretendere di essere visitati prima di un paziente più urgente.
Significa però avere il diritto a essere trattati con dignità e correttezza e a poter comprendere, per quanto possibile, cosa stia accadendo.
Cosa fare se l’attesa appare anomala
La prima cosa da evitare è allontanarsi dal Pronto soccorso senza informare nessuno, soprattutto se si stanno aspettando esami o una valutazione medica.
Se invece le ore passano e si teme che la propria condizione sia peggiorata, la cosa più utile è tornare al triage e descrivere chiaramente i nuovi sintomi.
Meglio spiegare cosa è cambiato rispetto all’arrivo:
“Il dolore è aumentato”,
“ora faccio fatica a respirare”,
“mi sento svenire”,
oppure “è comparso un nuovo sintomo”.
Sono informazioni clinicamente molto più utili rispetto a una semplice protesta sul numero di ore trascorse.
Se ritieni di aver subito un disservizio
Quando il problema non riguarda soltanto l’attesa ma il modo in cui è stata gestita l’assistenza, è possibile presentare una segnalazione o un reclamo alla struttura sanitaria.
Normalmente il riferimento è l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’ospedale o dell’azienda sanitaria competente.
Nel reclamo è utile indicare con precisione:
- data e ora dell’accesso;
- codice di triage assegnato;
- durata dell’attesa;
- eventuali richieste di rivalutazione;
- sintomi segnalati;
- esami effettuati;
- circostanze che si ritengono problematiche.
Più la ricostruzione è precisa, più sarà semplice verificare quanto accaduto.
Conservare il verbale del Pronto soccorso è importante
Al termine dell’accesso è consigliabile conservare tutta la documentazione ricevuta.
Il verbale di Pronto soccorso contiene generalmente informazioni importanti sul percorso effettuato e rappresenta un documento utile nel caso in cui successivamente si voglia chiedere chiarimenti alla struttura.
Se si ritiene che un ritardo abbia provocato un danno alla salute, la questione cambia completamente.
Non basta infatti dimostrare di aver aspettato molte ore.
Per parlare di responsabilità sanitaria è necessario verificare se vi sia stato un comportamento non adeguato e se esista un collegamento tra quel comportamento e il danno subito.
Per questo motivo le situazioni realmente gravi devono essere valutate caso per caso, anche con l’assistenza di professionisti competenti.
Aspettare tanto non significa automaticamente essere stati abbandonati
Questo è probabilmente l’aspetto più importante da chiarire.
Un Pronto soccorso può essere sovraffollato e i tempi possono diventare molto lunghi, soprattutto per i codici meno urgenti.
Un’attesa elevata, da sola, non dimostra automaticamente una violazione di legge o una responsabilità dell’ospedale.
Allo stesso tempo, però, nessuno dovrebbe ignorare un peggioramento delle proprie condizioni soltanto perché si trova già in lista d’attesa.
Le linee nazionali sono state introdotte proprio con l’obiettivo di migliorare la presa in carico, diminuire i tempi e aumentare la sicurezza dei pazienti.
La regola più importante da ricordare
Se sei in Pronto soccorso da molte ore, quindi, non esiste una “formula magica” delle 6 ore che obblighi automaticamente l’ospedale a risarcirti o a visitarti immediatamente.
Esistono invece tempi di riferimento legati al triage, standard organizzativi e soprattutto il principio fondamentale secondo cui il paziente deve essere seguito in base alla propria situazione clinica.
Se le condizioni peggiorano, segnalalo subito al personale.
Se ritieni che vi sia stato un serio disservizio, conserva la documentazione e utilizza i canali ufficiali dell’ospedale per presentare una segnalazione.
Conoscere questi strumenti è molto più utile che limitarsi a contare le ore: significa sapere quando chiedere una rivalutazione, quando domandare informazioni e come tutelarsi se qualcosa nel percorso assistenziale non ha funzionato correttamente.
