Orrore a Siracusa: madre fa abusare i suoi bimbi per 20 euro. “I piccoli aspettavano in fila”


Agghiacciante storia di abusi su minori arriva da Siracusa dove una madre offriva i suoi figli di 3, 4 e 7 anni a diversi pedofili per ricevere in cambio 20 euro dopo prestazione. Tra gli abusatori vi è un carabiniere e diversi stranieri.

I bimbi erano messi in fila per essere abusati”. Sono tante le testimonianze emerse in queste ore mentre vi è in corso il processo presso il tribunale di Siracusa e dove si cerca di fare giustizia per i piccoli bambini di 3, 4 e 7 anni offerti per essere abusati in cambio di 20 euro. Imputati la madre delle vittime – un carabiniere, M. S., 41 anni, e il consuocero della della donna, ovvero il padre della donna con cui il figlio maggiore dell’imputata e madre delle altre vittime conviveva, Nuccio Ippolito, 46 anni.

Alla sbarra dei testimoni, invece, ci sono gli educatori e i genitori affidatari dei bambini che hanno raccolto i racconti dell’orrore. Gli abusi, infatti, sono emersi quando i piccoli erano stati sottratti alla donna e collocati presso una struttura di accoglienza.

Le violenze venivano fotografate

Dai dati raccolti in questi anni (l’episodio risale al 2018), emerge una situazione di forte disagio economico e psicologico della famiglia dei bambini abusati.

Secondo quanto ricostruito dai militari, la donna, madre dei bambini che viveva in condizioni di povertà, avrebbe pensato di racimolare del denaro consegnando i proprio figli (3 anni il maschietto, 4 e 7 le femminucce) agli abusatori, in cambio di piccole somme, fino a 20 euro. Gli abusi sarebbero andati in scena in un locale che i piccoli chiamavano la “cantina”. Le violenze, peraltro, sarebbero state fotografate da un anziano ormai deceduto.

Tra i pedofili emerge la figura di un Carabiniere della zona .

Per il legale del carabiniere, l’avvocato Antonella Schepis, queste testimonianze sarebbero discordanti. Durante l’ultima udienza, sarebbe emersa anche un’altra anomalia, ovvero l’ammanco di una serie di registrazioni. “Ci siamo accorti che mancano delle intercettazioni, in numero abbastanza rilevante, per cui  abbiamo chiesto spiegazioni al pm”. La prossima udienza è in programma per la metà di settembre.

A svelare i segreti di ciò che accadeva in quella casa degli orrori sono stati gli stessi bambini che attraverso disegni e piccole frasi dette agli assistenti sociali, hanno fatto emergere la sofferenza psicologica che avevano subito. Si attende la sentenza di giudizio definitivo.