Nicola ha percorso 4 km a piedi, ma non ha dormito nel burrone: i genitori vivono per scelta senza luce e tv

Una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso un intero Paese: la scomparsa del piccolo Nicola, un bambino di appena 2 anni, ha scatenato ore di angoscia, apprensione e mobilitazione generale. Tutto è cominciato in una tranquilla zona di campagna, dove la famiglia stava trascorrendo alcuni giorni. In un momento apparentemente normale, ci si è accorti che il bambino non era più nella sua culla. Inizialmente si è pensato a un semplice spostamento o a un allontanamento volontario, ma con il passare delle ore, l’ansia ha cominciato a crescere. Le Forze dell’Ordine, coadiuvate da volontari e unità cinofile, hanno dato avvio alle ricerche.
Le ore scorrevano lente e cariche di tensione, fino a quando, dopo circa 24 ore di angoscia, è arrivata la notizia che tutti speravano: Nicola è stato ritrovato vivo. A fare la scoperta, in modo inaspettato, è stato un giornalista che si trovava nei pressi di una scarpata e che, spinto dall’intuito e da un istinto umano, si è fermato dopo aver percepito un debole vagito provenire dal fondo. Immediata la chiamata ai soccorsi, che hanno raggiunto il punto segnalato e portato in salvo il bambino, miracolosamente illeso.
Secondo quanto raccontato dalla madre, il piccolo è affetto da sonnambulismo, proprio come il fratellino maggiore. Nessuno, però, avrebbe mai immaginato che questa condizione potesse spingerlo a percorrere da solo un tragitto tanto pericoloso, allontanandosi nel cuore della notte senza rendersi conto del pericolo.
La vicenda si è conclusa con un lieto fine, ma ha lasciato una forte impronta emotiva. È anche un monito per tante famiglie: i bambini piccoli, soprattutto se affetti da comportamenti inconsci come il sonnambulismo, vanno protetti con ancor più attenzione, perché la loro innocenza può portarli a percorsi imprevedibili. Nicola è salvo, e questo è ciò che conta.
“Sentivamo il lamento, ma sembrava un animale selvatico e non un bambino, ogni volta che lo chiamavo poi stava zitto, questo mi ha fatto intendere che era un animale. E invece quando sono arrivato lì questo è sbucato dall’erba con questi suoi occhioni belli, è stata una gioia…”. A parlare è Danilo Ciccarelli, Comandante della Stazione dei carabinieri di Scarperia.
Nicola ha detto solo ‘mamma’ quando ha visto il carabiniere “e mi si è aggrappato al collo”, racconta. “Ho controllato se stava bene, aveva solo qualche graffio”.
Il piccolo era sotto un tronco d’albero, nascosto dall’erba alta.
“Il bambino ha percorso almeno 4 o 5 km da quando si è allontanato da casa al punto in cui poi è stato ritrovato. Nicola è sicuramente un bambino intraprendente. Il bambino evidentemente è uscito di casa e ha cominciato a camminare, forse si è fermato più volte e più volte si deve essere di nuovo incamminato”.
“Ho l’impressione che il bimbo non abbia trascorso la notte nel burrone in cui lo abbiamo ritrovato, perchè l’erba non era schiacciata in quel punto, cioè probabilmente lì non aveva fatto il suo giaciglio per la notte”, ha aggiunto Ciccarelli.
Nicola Tanturli è stato dapprima trovato da Giuseppe Di Tommaso, giornalista de “La Vita in Diretta”: «Ho urlato il suo nome e lui ha detto “mamma”.
Nicola è arrivato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze a bordo di una ambulanza per essere affidato alle cure dei medici del Pronto soccorso. Il piccolo è già stato sottoposto a una prima visita che ha rilevato la presenza di escoriazioni superficiali, ma le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni.
Ci sono dei dubbi riguardo a questa vicenda, che se pur terminata in lieto fine, ha bisogno di accertamenti. Nicola, durante il ritrovamento indossava una maglietta, delle scarpine. Ma il piccolo, sonnambulo, ha saputo indossare da solo le scarpine prima di uscire di casa e percorrere tutta quella strada? Sa già come allacciare le sue scarpine anche durante la fase di sonnambulismo? Domanda su cui si farà chiarezza.
La famiglia “hippie” di Nicola e la scelta di vivere senza luce e tv

Nessun televisore, l’impiego dell’energia rinnovabile e cibo prevalentemente vegetariano.
Questo lo stile di vita della famiglia Tanturli: marito, moglie e i due bimbi di 4 e 2 anni. Entrambi sono apicoltori, dispongono di cento alveari e hanno diverse capre.
Abitano in una casa colonica riadattata che si trova in aperta campagna, circondata dai boschi, raggiungibile solo attraverso una strada sterrata. Sono luoghi dove il tempo trascorre lentamente. I giorni passano immersi nella natura.
I Tanturli fanno parte di quella comunità, dedita alla coltivazione dell’agricoltura biologica, dove vivono tre famiglie.
Le dichiarazioni della mamma di Nicola spiegano le loro scelte di vita: “Mi sono avvicinata al mondo contadino nel 2009 dopo una laurea triennale in scienze sociali. Mi sembrava assurdo saper utilizzare un pc e non aver mai piantato un pomodoro, non saper più riconoscere una pianta velenosa da una che cura, calpestare buonissime erbe mangerecce, quale legna usare per dei manici o dei recinti.
Campanara, dove viviamo è diventata così negli anni una sorta di eco-villaggio dove si offre ospitalità in tende indiane attrezzate e dove i telefoni cellulari sono irraggiungibili, dettaglio questo che rende ancora più affascinante quel posto così lontano dal mondo. ”
A parlare è anche papà di Nicola, Leonardo Tanturli:«Qui i bambini giocano in libertà. Magari cercava noi, e si è perso».
Una famiglia lontana dagli schemi della società tecnologizzata ma pura, genuina, che ha vissuto ore di paura e ora può stringere al petto nuovamente il piccolo.
