Lorenzo, 28 anni muore dopo essere stato punto da un ape: ecco perchè si muore per la puntura di un insetto


Lorenzo Di Grigoli, un 28enne di Cammarata, è morto dopo due giorni di coma dovuto allo choc anafilattico causato dalla puntura di un’ape. I cittadini lo ricordano come un ragazzo brillante e solare, peno di vita.

Si trovava a bordo della sua auto con la sua fidanzata quando, un ape è entrata dal finestrino, pungendo l’uomo. 

Quasi subito Lorenzo ha iniziato ad accusare senso di malessere: forte dolore accompagnato da problemi respiratori. Ma le condizioni del giovane sono apparse subito gravissime, tanto da dover essere trasferito in elisoccorso all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove è arrivato già intubato in arresto cardiocircolatorio.

I medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma il cuore di Lorenzo si è fermato dopo 48 ore di agonia. L’intera comunità di Cammarata è sotto shock. Come si può morire, così giovani, per la puntura di un insetto?

Che cosa è accaduto?

Morire per la puntura d’insetto non è tanto eccezionale: 2 persone su 100 muoiono ogni anno a causa di ciò.

È questa la percentuale di popolazione che dopo la puntura di un imenottero (api, vespe e calabroni) manifesta reazioni allergiche. Reazioni che in certi casi possono essere anche gravi e portare alla morte, come avviene ogni anno per circa 15-20 persone in tutta Italia.

Il dottor Giovanni Michetti, primario della Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, ci ha spiegato perchè accade e quali sono i mezzi per scoprire se siamo allergici.

Dottor Michetti, come si manifesta una reazione allergica al veleno degli imenotteri?

«Innanzitutto bisogna dire che tutti noi, quando veniamo punti da un insetto abbiamo bruciore, rossore, prurito o dolore localizzati nella zona della puntura. Si parla di allergia quando queste reazioni sono eccessive, per esempio quando rossore e prurito sono troppo estesi, si prolungano nel tempo o interessano zone del corpo distanti da quella dove si trova la puntura, oppure quando ci sono reazioni a livello dell’apparato respiratorio e di quello cardiocircolatorio».

Cosa fare in caso di puntura?
«Se possibile, bisogna rimuovere il pungiglione in pochi secondi per evitare che tutto il veleno venga liberato, quindi applicare qualcosa di freddo sulla lesione. È utile anche catturare l’insetto per facilitare la diagnosi. Ovviamente se si manifestano reazioni allergiche importanti rivolgersi al pronto soccorso o al medico. Nel caso in cui viene accertata l’allergia, il paziente viene munito di una dose di adrenalina da portare sempre con sé: è un sorta di penna che permette di somministrare il farmaco appena si viene punti. ».

Prevenzione

  • Evitare cosmetici troppo profumati che possono attirare gli insetti (come fragranze per il corpo, deodoranti, lacche per capelli e creme);
  • Non indossare abiti larghi, di colore scuro o troppo brillante.
  • Non tentare per alcun motivo di schiacciare le api e non utilizzare le braccia per farle volare altrove. Se si avvicina un imenottero, restare calmi e cercare di allontanarsi lentamente, senza compiere movimenti bruschi, che potrebbero attirare lo sciame;
  • In assenza di episodi allergici, se il paziente accusa subito molto dolore dopo la puntura di un’ape, è utile applicare un cubetto di ghiaccio o immergere la zona colpita nell’acqua fredda.

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