Lo stato d’emergenza è fissato fino a Luglio e il nuovo DPCM è in arrivo entro il 15 Gennaio: ecco le novità


Il governo Conte è ormai certo che lo stato di emergenza sarà prorogato fino a Luglio. Entro il 15 del corrente mese invece, si attuerà il nuovo DPCM che conterrà grande novità.

A metà mese previsto un decreto legge e/o un decreto ministeriale per reiterare in tutta Italia il sistema della zona rossa, arancione e gialla. E potrebbe includere anche quella bianca.

Nuovi cambiamenti dal 15 Gennaio

Il governo a cui è a capo Giuseppe Conte vuole prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 luglio 2021 mentre prepara per il 15 gennaio un nuovo decreto legge e/o un nuovo Dpcm per prolungare il sistema della zona gialla, arancione e rossa in tutta Italia che, con la modifica dell’indice di contagio Rt sarà più facile estendere alle regioni entro l’11 gennaio (l’8 è atteso il report dell’Iss). Intanto il virologo Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, annuncia 15 milioni di vaccinati entro giugno.

Sono queste le prossime mosse dell’esecutivo dopo il decreto legge 5 gennaio 2021 n. 1 che è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e che entra in vigore da oggi. Nel periodo fino al 15 gennaio, data di scadenza del decreto legge n.158/2020 e del Dpcm 3 dicembre, varranno le stesse regole per tutta Italia seppur diverse giorno per giorno

-zona gialla rafforzata il 7 e l’8 gennaio, zona rossa nel week end 9-10 gennaio,

-lunedì 11 si ritornerà alle zone di colore, che cambieranno in ogni regione dopo il nuovo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità.

Cosa cambierà dal 15 Gennaio

Dal 15 Gennaio cambierà il sistema delle fasce con la modifica del parametro dell’indice di contagio che permetterà di portare in zona arancioni le regioni con Rt a 1 ma soltanto se “nel territorio si manifesta un’incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti“, come è stato deciso nel Dl n.1/2021. Questo parametro è stato introdotto per evitare che regioni con una circolazione virale bassa possano invece finire in arancione a causa di singolo episodio di aumento dell’Rt. La zona rossa invece scatterà quando l’indice di contagio supererà quota 1,25 (sempre con la clausola dell’incidenza dei contagi).

Riguardo il decreto legge e/o il nuovo Dpcm in arrivo, il Corriere della Sera oggi sottolinea che c’è un problema di date da risolvere: quello che riguarda la riapertura delle scuole superiori in presenza, finora risolto dall’esecutivo  spostando la data dal 7 all’11 gennaio:

Per l’11 gennaio — spiega Galli — avremo un’idea del trend dei contagi e allora si faranno valutazioni. In questo momento siamo sospesi per quanto riguarda l’andamento della situazione epidemiologica“.

Nelle nuove norme, scrive invece ancora il Messaggero, dovrebbe sopravvivere la deroga per due persone che possono, con i figli minori di 14 anni ed eventuali disabili, farsi ospitare da altri rispettando il coprifuoco (che rimarrà in vigore dalle 22 alle 5) oppure rimanere in pernottamento. E dovrebbe esordire anche la zona bianca proposta dal ministro della Cultura Dario Franceschini dove, secondo il poco che si sa fino ad oggi:

-non dovrebbe essere in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 (altrimenti non avrebbe senso tenere aperti bar e ristoranti);
-non dovrebbero esserci limitazioni all’apertura e al servizio di bar, ristoranti, pub, locali pubblici in generale;
-dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, palestre e piscine attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e dello Sport;
-dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, musei, mostre, teatri, cinema e sale da concerto attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e della Cultura.

Situazione vaccino

Intanto il virologo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia nazionale del farmaco, Aifa, in un’intervista al Corriere della Sera parla del piano vaccinale: “Auspichiamo di avere entro giugno almeno 25-30 milioni di dosi dalle due aziende i cui vaccini sono già disponibili e contiamo di poter ottenere forniture addizionali oltre quelle prenotate. Per quel periodo avremo comunque immunizzato circa 15 milioni di italiani mettendo in sicurezza le persone più a rischio e i luoghi nevralgici: ospedali e strutture per anziani”.

L’epidemia “verrebbe contenuta”, ha osservato Palù, “è vero, il virus continuerebbe a circolare nelle altre categorie di soggetti, soprattutto più giovani, meno esposti alle conseguenze gravi della malattia“. “Una certezza l’abbiamo: i vaccini finora autorizzati sono molto efficaci oltre che sicuri”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda il vaccino di AstraZeneca, Palù ha spiegato che l’efficacia è fuori dubbio, “ma con quale dosaggio e con quale intervallo tra la prima e la seconda somministrazione?”. “Questi i punti principali che l’agenzia Ema e quella americana Fda vogliono chiarire“, ha spiegato.


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