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<p><img class="alignnone size-large wp-image-1884" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2020/02/oranges-1117628_1280-1024x768.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Le <strong>arance italiane</strong> sono le migliori che ci sono: succose, genuine, cresciute senza pesticidi e in zone controllate, lontano da campi e terreni inquinati. Nei supermercati però gli italiani trovano solo arance africane e gli agricoltori sono costretti talvolta a tagliare gli aranceti per produrre la legna.</p>
<p>Le <strong>arance italiane</strong> non si vendono, o meglio non vengono vendute nei punti vendita perchè essendo di produzione italiana, attribuiscono prezzi assurdi. La gente pertanto viene ingannata dal prezzo molto più competitivo di altre arance, africane però.</p>
<p>Gran parte degli agricoltori che hanno aranceti hanno deciso pertanto di lasciare i terreni incolti in attesa di tempi migliori. Accade nella provincia di Taranto, a Palagiano e in molte altre zone del sud italia.</p>
<p>“<em>Un chilo di clementine</em> – polemizzano gli agricoltori – <em>si vende a meno di 50 centesimi. Meglio dunque tagliare gli agrumeti, vendere il legname da ardere e lasciare i terreni incolti, in attesa di tempi migliori. Il problema, lamentano, è che dal Marocco arrivano arance che costano meno della metà dei quelle italiane. Inoltre, prima di arrivare nei nostri mercati, passano dalla Spagna per ottenere il marcio della Comunità europea&#8221;.</em></p>
<p>Meglio mangiare arance e agrumi africani quindi?</p>
<h6><strong>Agrumi senza certificazioni</strong></h6>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-1885" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2020/02/oranges-15046_1280-1024x768.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Anche la <strong>Coldiretti</strong> ha denunciato più volte che c&#8217;è una vasta importazione di agrumi, nel nostro paese, senza certificazione che invadono impunemente i mercati mondiali. Le regole e certificazioni, infatti, valgono solo per gli agrumi italiani in uscita. Per quelli in entrata, al contrario, non ci sono controlli.</p>
<p>“<em>Da tempo</em> – racconta il Presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo – <em>abbiamo denunciato la grave crisi che il comparto agrumicolo della provincia di Taranto sta vivendo. A nulla sono valsi gli appelli alla Regione Puglia. Di 2,5 milioni di quintali di agrumi prodotti, ben 1,5 milioni sono rimasti invenduti. Non è pensabile che per farsi ascoltare dalla politica, gli agricoltori debbano arrivare a distruggere il prodotto o a eradicare gli alberi. Servono fatti, non solo annunc</em>i&#8221;.</p>
<h6><strong>Importazioni di arance del nord Africa</strong></h6>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-1886" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2020/02/fruit-3175021_1280-1024x682.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Coldiretti non aspetta a mettere in evidenza che, gran parte degli aranceti della provincia di Taranto, sono lasciati incolti da un pò e i frutti talvolta restano sugli alberi a marcire ma, nei supermercati, le arance non mancano mai e provengono spesso dal Nord Africa.</p>
<p>Coldiretti segnala che il Marocco, in soli due mesi, ha esportato in Italia 170 mila tonnellate di clementine. La richiesta è quindi quella di una stretta sui controlli degli agrumi importati dall’estero.</p>
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