In questi 3 casi l’INPS toglie la pensione di invalidità civile: fate attenzione


Chi è percettore di assegno di invalidità, dovrebbe leggere attentamente questo articolo per non ritrovarsi ad affrontare la brutta sorpresa della revoca dell’importo per alcune cose fondamentali di cui non ne era a conoscenza.

Il primo motivo per cui viene tolto l’assegno di invalidità riguarda il proprio reddito.

Reddito e invalidità

Il Decreto legislativo 76/2013 stabilisce che non concorrono alla determinazione della fascia reddituale di appartenenza i redditi che eventualmente percepiscono altri familiari.

La prima circostanza che determina la decadenza del riconoscimento dell’assegno pensionistico coincide proprio con il superamento delle soglie di reddito. Per il 2021 il reddito personale non deve superare i 16.982,49 euro.

Visite accertamento sanitario

Secondo quanto stabilisce l’articolo 9 del Decreto legislativo 222/1984 l’INPS può effettuare nel corso del tempo ulteriori visite di accertamento sanitario. Pertanto il titolare di prestazioni di invalidità può subire nuovi controlli attestanti la permanenza o l’eventuale aggravamento della propria condizione di salute o semplicemente per accertare la reale condizione dell’interessato che ha dichiarato la sua patologia.

Il diritto alla pensione decade se i medici legali INPS riscontrano il venir meno delle condizioni che determinano uno stato di totale inabilità lavorativa.

Trasferimento all’estero

Il terzo motivo per cui l’Inps decide di togliere l’assegno di invalidità riguarda il trasferimento all’estero. Si conserva il diritto alla pensione che il Governo assicura agli invalidi solo nella misura in cui si risiede nel territorio nazionale. Chi lascia l’Italia e si trasferisce in un Paese estero non può contestualmente esportare il diritto al trattamento previdenziale di cui godeva in patria.

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