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Il vescovo africano, rivolgendosi ai migranti: “invece di andare in Europa, a fare i disoccupati, rimanete in Africa e costruite un mondo migliore”


In un contesto segnato da migrazioni sempre più frequenti, spesso causate dalla mancanza di opportunità concrete nei Paesi d’origine, Monsignor Nicolas Djomo, Vescovo di Tshumbe e Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, ha rivolto un accorato appello ai giovani africani, invitandoli a non lasciarsi sedurre dall’illusione di un futuro facile in Europa o in America. L’idea di trovare lavoro o prosperità al di là del mare, ha spiegato, si rivela troppo spesso un sogno infranto, fatto di difficoltà, sfruttamento e disillusione.

Secondo Mons. Djomo, la vera rinascita del continente africano non può venire da fuori, ma deve nascere dal coraggio, dall’impegno e dalla determinazione delle nuove generazioni, che hanno il compito – e il potere – di trasformare le loro società dall’interno, con creatività, fede e responsabilità. Il vescovo ha parlato con il cuore rivolto sia ai giovani in cerca di riscatto, sia alla sua terra, lacerata ma ricca di risorse, dignità e speranza. Ha invitato i ragazzi a credere nei propri talenti, a non svendersi all’occidente, e a custodire la propria identità, proteggendo le radici culturali, morali e spirituali dell’Africa.

Nel suo messaggio, forte ma pieno di amore, ha ammonito i giovani di diffidare delle nuove forme di colonizzazione culturale, che distruggono valori e senso della vita. “Voi siete il tesoro dell’Africa”, ha affermato con convinzione, aggiungendo che la Chiesa crede in loro, e che il continente ha bisogno del loro entusiasmo, del loro coraggio e della loro visione. Un’esortazione potente a non fuggire, ma a restare e costruire, per dare all’Africa la rinascita che merita e di cui è capace.

Monsignor Nicolas Djomo, nel sottolineare la centralità dei giovani nel futuro dell’Africa, ha espresso una riflessione di grande valore umano e spirituale. Ricordando che circa il 70% della popolazione africana è costituita da giovani, ha voluto evidenziare quanto questa fascia generazionale rappresenti non solo una risorsa numerica, ma anche un motore essenziale di cambiamento, rinnovamento e speranza.

In un continente segnato da sfide profonde – povertà, conflitti, instabilità politica, diseguaglianze – i giovani non sono soltanto spettatori del presente, ma protagonisti attivi del futuro, capaci di imprimere una svolta significativa ai processi sociali, economici e culturali. Secondo Mons. Djomo, è proprio su di loro che la Chiesa pone fiducia, vedendoli come strumenti vivi e consapevoli per portare avanti la missione evangelica, ma anche per promuovere valori fondamentali come la pace, la giustizia, la riconciliazione e lo sviluppo sostenibile.

Queste parole, pronunciate nel 2015 ma ancora straordinariamente attuali, sono un invito a credere nelle potenzialità delle nuove generazioni, a formarle, sostenerle, ascoltarle e integrarle nei processi decisionali della Chiesa e della società. I giovani africani, infatti, non hanno bisogno solo di opportunità, ma anche di fiducia, educazione e strumenti per diventare costruttori consapevoli del bene comune.

Mons. Djomo ci ricorda che l’evangelizzazione non è solo predicazione, ma anche azione concreta e testimonianza viva, e che i giovani, con la loro energia e il loro desiderio di futuro, sono l’anima più fertile e promettente per dare forma a un’Africa più giusta, unita e solidale.