Gli pignorano la casa perché non ha saldato le rette del fratello morto di cancro: il racconto di un 89enne con 534 euro di pensione


La storia, abbastanza singolare è quella di un uomo di 89 anni che ora non c’è più, è deceduto pochi mesi fa a causa di complicanze da Covid, in presenza di altre patologie. A raccontare la storia che leggerete, è però suo nipote che, indignato da quello che è successo a suo zio, ha raccontato tutta la vicenda, affinchè si sproni le autorità a salvaguardare gli anziani, soli, indifesi e inermi.

89 anni, 534 € di pensione, gli pignorano la casa

Era il 2019 quando, un povero 89enne ha appreso ben presto, tramite testo redatto dall’ufficiale giudiziario, che gli sarebbe stata pignorata la casa: all’interno  dell’abitazione, fredda e umida, vi era solo un letto, pochi mobili e in credenza pochi alimenti. Aveva vissuto un intera vita in quella casa, ereditata dai genitori, unico bene che possedeva.

L’89enne, percepiva solo 534 euro di pensione, un capolavoro di dignità, eppure la casa di cura gli chiede di pagare le rette (circa 8 mila euro) per la lunga degenza del fratello morto di cancro. Sembra un incubo, invece per un nonno dell’Arcella è l’amara realtà.

Quando l’ufficiale giudiziario e la polizia hanno bussato alla sua porta, hanno trovato solo un uomo al limite della povertà che, in cucina, aveva un tozzo di pane e due pomodori e, nell’angolo soggiorno, nemmeno la tv perché costavano canone ed elettricità che non poteva permettersi.

Il racconto dell’anziano

L’anziano, tra le lacrime, ha raccontato all’ufficiale giudiziario tutto quello he era successo in passato e che non meritava il pignoramento.

Tutto comincia alcuni anni fa quando l’anziano acconsente a fare da garante al fratello, titolare di una piccola ditta: il ricco di casa, quello che “ha fatto i soldi”. Invece la sventura è sempre dietro l’angolo, tanto che il fratello “fortunato” si ammala di tumore, il male raggiunge uno stadio irreversibile e, nel frattempo, l’azienda, quel piccolo gioiello d’affari, accumula difficoltà su difficoltà. È a questo punto che l’imprenditore pensa di chiedere aiuto a suo fratello: «le cose vanno proprio male», gli dice, «fammi da garante per la casa di cura, vedrai che poi tutto si sistema». Invece non si sistema proprio nulla. Anzi. Avanza uno strapiombo fatto di sofferenza – per la malattia – e di sconfitte – la chemio non funziona, la ditta finisce in rovina con lo spettro del fallimento che diventa realtà – e un epilogo ancora più doloroso: la morte.

È così che questo nonno di 90 anni archivia il funerale di suo fratello e torna alla sua vita di ristrettezze e privazioni. E, pur consapevole delle condizioni economiche di quel “garante”, continua con i suoi legali una battaglia tra aule di tribunale che si conclude con questo assurdo (e del tutto vano) pignoramento di un povero, che ha scandalizzato perfino gli agenti della polizia.

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