Febbre a scuola, Crisanti: «Per gli studenti soglia del 37,1. Chi ha la temperatura più alta non entra a scuola»


Ancora numerosi dubbi sulla riapertura della scuola a Settembre, circa le modalità da assumere per tutelare i nostri figli a scuola. Cosa accadrà ogni volta che l’alunno avrà febbre o raffreddore?

Andrea Crisanti  medico, accademico e divulgatore scientifico italiano, riferisce cosa succederà alla riapertura della scuola.

Crisanti e la febbre degli studenti

«E’ chiaro che 37,5 è una soglia del tutto inadeguata per i giovani, andrebbe portata a 37,1 visto che i giovani sono spesso asintomatici». Sono le parole del professor Andrea Crisanti in vista della riapertura delle scuole. Secondo il virologo, per contrastare la diffusione del coronavirus «la febbre va misurata a scuola con strumenti uguali per tutte le scuole.

Non credo che le misurazioni in 8 milioni di famiglie possano dare un risultato univoco con misurazioni in bocca, sotto l’ascella… E’ chiaro che 37,5 è una soglia del tutto inadeguata per i giovani, andrebbe abbassata e portata a 37,1-37,2 visto che i giovani sono spesso asintomatici. Servirebbero anche sistemi automatici per verificare contestualmente il corretto utilizzo della mascherina: ci sono strumenti che eseguono entrambe le operazioni in un secondo».

«Aspettarsi che gli alunni rispettino un metro di distanza è un’aspirazione che non verrà rispettata. La soluzione migliore è che i bambini vadano a scuola e si mettano la mascherina, è la cosa più sicura», aggiunge.


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