<p><img class="alignnone size-full wp-image-6871" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2020/05/iStock-1217752899.jpg" alt="" width="724" height="483" /></p>
<p><span style="color: #000000;">Loro si ritengono abbandonati dallo stato italiano: sono i cittadini che non hanno ricevuto alcun sussidio e ora sono costretti a rivolgersi alla parrocchia e alla Caritas per sfamarsi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’Italia della ripartenza è un mare in tempesta. Dove i sogni sono annegati e gli uomini rimangono a galla aggrappati alla speranza di un ritorno alla normalità.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nessuno provvede a loro: nessuno garantisce un posto di lavoro, un salario, del cibo in tavola.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Molti di loro in fila indiana, muniti di mascherine e rispettando la distanza, avanzano per prendere i beni preziosi che serviranno per dar da mangiare ai propri figli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; il parroco di Firenze che ha deciso di donare generi alimentari a coloro che dimostrano di essere in seria difficoltà. Una volta ogni 15 giorni. A chi non riesce ad arrivare a fine mese e senza aiuti rischia di morire di fame. “<em>Distribuiamo beni di prima necessità. Pane, acqua, biscotti, omogenizzati a chi ha bisogno</em> &#8211; ci spiega una volontaria della Caritas &#8211;<em> il dispiacere è che spesso il cibo non basta per tutti e siamo costretti a mandare via le persone. La fila a volte arriva a circondare il palazzo è scioccante”.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Italiani alla fame, in fila per un pacco di pasta</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6872" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2020/05/iStock-1220291570.jpg" alt="" width="724" height="483" /></p>
<p><span style="color: #000000;">I tanti aiuti offerti dallo Stano tendono a fare ritardo ma i poveri cittadini intanto muoiono di fame. Forse si sono dimenticati di tutti coloro che non hanno neppure acqua da bere e un pezzo di pane per sfamarsi. Così nascono i gruppi di accoglienza in cui i parrocchiani sono i veri eroi. Donano il cibo che sarà destinato a chi ne ha bisogno: “<em>Facciamo carità in silenzio, senza farne un vanto</em>”. Ci spiega il Parroco che chiede di non essere ripreso e poi aggiunge “<em>da quando le persone hanno saputo della nostra iniziativa il numero di richieste è triplicato. Sono tanti. Le persone hanno fame e non hanno soldi e noi non riusciamo ad aiutare tutti. Non voglio che la fila aumenti ancora perché mandare via le persone senza una busta è una sofferenza per me</em>”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Spesso sono famiglie che non hanno più un lavoro ma hanno figli da sfamare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Più passano le ore e più i contenitori iniziano a svuotarsi. Le risorse di cibo si esauriscono alla velocità della luce e con loro la speranza degli ultimi della fila di riuscire a portare qualcosa alla propria famiglia. “<em>Ogni volta finisce tutto e decine di persone sono ancora dietro i cancelli”</em>, ci racconta una ragazza che distribuisce i dolci confezionati alla fine del percorso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nessuno ha voglia di parlare, tutti chiedono di abbassare la telecamera. Come se la loro richiesta di aiuto fosse qualcosa di cui vergognarsi. “<em>Il lavoro è dignità, toglierlo è peccato grave”</em>, ha detto Papa Francesco rivolto ai pellegrini riuniti in piazza San Pietro per l&#8217;udienza generale.</span></p>
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