Diritti e doveri

Come percepire 500 euro di pensione con soli 5 anni di contributi


Per accedere a questo tipo di pensione, occorre soddisfare i seguenti criteri:

  • Età anagrafica: almeno 71 anni (requisito aggiornato periodicamente in base alle aspettative di vita);
  • Contributi: almeno 5 anni di contributi effettivi (non valgono contributi figurativi o riscattati senza lavoro effettivo);
  • Il primo contributo deve essere stato versato dal 1° gennaio 1996 in poi, cioè il soggetto deve appartenere interamente al sistema contributivo (senza alcun contributo versato nel sistema retributivo);
  • Non si deve avere nessun diritto acquisito a pensioni precedenti alle riforme Dini e Fornero.

A quanto ammonta l’importo?

L’importo della pensione di vecchiaia contributiva dipende direttamente dai contributi versati. Con 5 anni di contribuzione e un reddito medio-basso, si calcola una pensione che può aggirarsi intorno ai 500 euro mensili lordi. Questa cifra può variare in base:

  • all’entità delle retribuzioni percepite nei cinque anni;
  • alla rivalutazione dei contributi;
  • al coefficiente di trasformazione applicato all’età di pensionamento (più si è anziani, maggiore sarà il coefficiente, e quindi l’importo della pensione).

Va però specificato che, non essendo prevista un’integrazione al trattamento minimo, l’importo spettante può risultare davvero modesto. La pensione di vecchiaia contributiva non beneficia di alcuna maggiorazione sociale, a meno che non venga successivamente sostituita da un’altra misura assistenziale, come l’assegno sociale, se il pensionato ne ha diritto.

Una misura residuale, ma importante

Pur essendo una misura residuale, la pensione di vecchiaia contributiva rappresenta un’opportunità preziosa per chi ha vissuto situazioni lavorative precarie. Si rivolge a una fascia fragile della popolazione, spesso composta da persone che non hanno potuto contare su un impiego regolare ma che, con costanza, sono riuscite comunque a maturare un minimo di contribuzione.

Per accedervi è necessario presentare domanda all’INPS, preferibilmente tramite un patronato o un CAF, che potrà aiutare nella verifica dei requisiti e nella simulazione dell’importo mensile spettante.

Conclusione

In un’Italia dove l’incertezza lavorativa colpisce ancora molte famiglie, sapere che anche chi ha versato pochi contributi può comunque ambire a una forma di pensione, seppur contenuta, è un segnale di speranza. La pensione di vecchiaia contributiva non è una soluzione miracolosa, ma rappresenta una rete di sicurezza per evitare che migliaia di cittadini restino senza alcun sostegno economico nella fase più vulnerabile della loro vita.

La pensione di vecchiaia contributiva

Abbiamo visto che un lavoratore può richiedere la pensione INPS anche se ha versato solo 60 mensilità di contributi pari a 5 anni. La pensione di vecchiaia contributiva prevede però alcune specifiche limitazioni imposte dall’articolo 3 del D.M. 282/1996. Si tratta infatti di un trattamento esclusivamente contributivo, quindi a beneficio di chi non abbia contributi precedenti al 1996.

Inoltre, la sola opzione contributiva esclude l’applicazione di altre agevolazioni e prevede l’obbligo di far confluire i contributi nella Gestione Separata INPS. Il trattamento pensionistico di vecchiaia contributiva, infine, non può avvenire prima del compimento del 71esimo anno di età. Una volta comprese le limitazioni imposte dalla legge, possiamo analizzare come percepire 500 euro di pensione con soli 5 anni di contributi.

Come percepire 500 euro di pensione con soli 5 anni di contributi

Tra i requisiti necessari per comprendere come percepire 500 euro di pensione con soli 5 anni di contributi vi è il vincolo anagrafico. Possono infatti richiedere la pensione di vecchiaia contributiva solo le persone che abbiano compiuto i 71 anni di età. Per questo motivo, ad oggi, rientrano in questa opzione soltanto i contribuenti nati prima del 1950.

Chi abbia prestato almeno 60 mesi di attività come dipendente dopo il 1996 percepirà una pensione pari al 19,1% della RAL. Con una retribuzione annua lorda di circa 30.000 euro, la pensione sarà quindi di quasi 6.000 euro annui. Ovvero 500 euro calcolati su dodici mensilità che consentono l’accesso ai trattamenti di reversibilità.

Sono previste maggiorazioni?

Oltretutto, a chi accede alla pensione con calcolo contributivo non spetta neanche l’integrazione al minimo della pensione. Non ha diritto all’aumento da integrare per arrivare all’importo della pensione minima.

Sono previste maggiorazioni?

C’è la possibilità di fruire dell’incremento al milione: spetta agli over 70 titolari di un trattamento previdenziale con importo inferiore al milione delle vecchie lire, dunque 651,51 euro. Il massimo dell’integrazione è pari a 136,44 euro arrivando a non più di 651,51 euro

Per beneficiare della maggiorazione, il titolare della pensione deve avere un reddito annuo inferiore a 8.476,26 euro (a 14.459,90 euro in caso di reddito coniugale).


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