Bambina di un anno e mezzo muore di freddo tra le braccia del padre. La storia che ha commosso il mondo


Storia che ha commosso il mondo intero: Imam e una bambina di un anno e mezzo che è morta tra le braccia del padre per il freddo.

Di bambini morti di freddo ce ne sono tantissimi in tutto il mondo ma nessuno ha mai posto l’attenzione su di loro, su quella atroce morte che subiscono. Basterebbe una coperta calda, un fuoco accesso, tante braccia umane calde per salvare la vita di questi bambini dall’ingiusto destino.

Imam è una bambina di soli un anno e mezzo che è deceduta per ipotermia tra le braccia di suo padre.

Quel padre che soccorre la propria figlia e se la sente morire tra le braccia lungo il cammino è un eroe sconfitto e solitario che vorrebbe tanto combattere contro tutti, per salvare la sua famiglia, ma non ha i mezzi: non ha i soldi, un lavoro, non ha nulla, deve solo sopravvivere alla guerra.

La storia di Imam, simbolo di tanti bambini morti di freddo come lei di cui nessuno parla

Il campo profughi di Idlib, distrutto e bombardato da aerei russi, è ormai raso al suolo, un terreno che ha visto seppellire decine e decine di bambini, morti per mancanza di cibo e morti di freddo.

Iman Mahmoud Laila, è solo una delle tante vittime, una bambina di un anno e mezzo che non ha retto alle temperature rigide di questo periodo, il suo corpicino non era tanto resistente per affrontare 11 gradi sotto lo zero. Nulla riusciva a scaldarla, neppure i pneumatici bruciati per far fuoco. Viveva in una tenda ma, da diversi giorni, la bronchite e la tosse le sgozzava il respiro.

Il padre l’ha presa in braccio e ha camminato per due ore circa per portarla nel più vicino ospedale, coprendola con una coperta.

Il suo lungo cammino non è servito a nulla: arrivati al pronto soccorso, la piccola era già deceduta per il freddo. L’ennesima vita spezzata dall’ingiustizia umana, dalla guerra e a pagarne le conseguenze sono sempre loro, le povere vittime indifese.

Poche settimane fa era morto anche Abdul Wahhab Ahmad al-Rahhal, nato da poche settimane, ucciso anche lui da una vita troppo poco degna per ripararsi dal clima.

La storia di Imam, tanto piccola, fragile e indifesa, è solo il simbolo e la metafora di una guerra che fa morire gli indifesi per dar posto al male generato dai potenti. Intanto su quella terra aumenteranno sempre di più i cadaveri e cadranno sempre più lacrime, ma nessuno mai si accorgerà di nulla. Tutto resterà in silenzio. Tutto sarà freddo come il clima che ha ucciso Imam e gelido come il cuore di chi detta guerra.


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