Diritti e doveri

Assegno di inclusione per persone disabili: importo e requisiti per richiedere il sostegno al reddito


Assegno di Inclusione: la nuova misura contro povertà ed esclusione dal 2024

L’Assegno di Inclusione rappresenta il principale strumento di sostegno economico e sociale introdotto dal 1° gennaio 2024 in sostituzione del precedente Reddito di Cittadinanza. La sua finalità è quella di contrastare la povertà, supportare le persone più fragili e favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei soggetti vulnerabili. Il beneficio è concepito per tutelare le famiglie che, al loro interno, accolgono almeno un componente minorenne, una persona con disabilità, un anziano con più di 60 anni o un individuo in condizione di svantaggio, già inserito in programmi di assistenza gestiti dai servizi socio-sanitari territoriali. Con le più recenti modifiche normative, è importante comprendere quali siano i nuovi requisiti, a quanto ammontino gli importi e quali categorie siano effettivamente tutelate.

Le modifiche della Legge di Bilancio 2025: ampliamento dei beneficiari

La riforma approvata con la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto significativi cambiamenti, in particolare per quanto riguarda l’accesso al beneficio. Il primo intervento rilevante riguarda la soglia ISEE, che è stata elevata da 9.360 euro a 10.140 euro, rendendo il sostegno accessibile a un numero maggiore di famiglie in difficoltà economica.

Anche il limite del reddito familiare annuo è stato rivisto e portato da 6.000 a 6.500 euro, cifra che viene poi moltiplicata per la scala di equivalenza prevista dalla normativa. Questa scala consente di modulare il beneficio in base alla composizione del nucleo familiare, riconoscendo un valore maggiore quando sono presenti minori, anziani, persone con disabilità o individui non autosufficienti.

Per le famiglie composte esclusivamente da persone con almeno 67 anni, oppure interamente da soggetti disabili gravi o non autosufficienti, il limite reddituale è ulteriormente innalzato a 8.190 euro annui, sempre da moltiplicare attraverso i parametri previsti. Ciò consente alle famiglie più fragili, spesso escluse dal mercato del lavoro, di poter accedere più facilmente al beneficio.

Assegno di Inclusione 2025: come viene calcolato l’importo

L’assegno non è identico per tutti, ma si compone di due voci principali:

  1. l’integrazione al reddito del nucleo familiare;
  2. un contributo aggiuntivo per chi vive in affitto.

La cifra destinata all’integrazione del reddito può raggiungere un massimo di 6.500 euro annui, che viene poi moltiplicato per la scala di equivalenza. Per i nuclei formati esclusivamente da persone di almeno 67 anni o da disabili gravi o non autosufficienti, l’importo annuo massimo riconosciuto è di 1.950 euro.

Alla quota principale si può sommare il contributo per l’affitto, che può raggiungere 3.640 euro annui, destinato alle famiglie che vivono in locazione e sono intestatarie di un regolare contratto registrato.

Assegno di Inclusione per disabili e persone svantaggiate: criteri e categorie tutelate

Uno degli aspetti fondamentali della misura è il suo orientamento verso le persone affette da disabilità o da forme di fragilità sociale. Possono accedere al beneficio i soggetti con invalidità riconosciuta superiore al 67%, ma anche tutti coloro che rientrano in particolari categorie di svantaggio socio-economico o sanitario.

Secondo quanto stabilito dall’opuscolo informativo INPS dedicato all’Assegno di Inclusione, rientrano tra i soggetti “svantaggiati” le persone che presentano particolari situazioni di vulnerabilità e che sono seguite dai servizi sociali o sociosanitari del territorio. Le categorie individuate sono diverse e comprendono realtà complesse che spesso incontrano gravi difficoltà nell’accesso al lavoro, alla casa o ai servizi essenziali.

Le categorie considerate svantaggiate sono:

  • persone con disturbi mentali che risultano in carico ai servizi sanitari o socio-sanitari territoriali;
  • persone con disabilità fisica, psichica o sensoriale, con invalidità tra il 46% e il 66%, che necessitano di forme di assistenza domiciliare, semiresidenziale o di supporto familiare;
  • persone affette da dipendenze patologiche, comprese quelle legate all’alcool o al gioco d’azzardo;
  • vittime di tratta, che necessitano di percorsi di protezione e recupero;
  • vittime di violenza di genere, seguite dai servizi sociali o sociosanitari, titolari di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria o inserite in case rifugio e centri antiviolenza;
  • ex detenuti o individui che stanno scontando misure alternative alla detenzione, e che risultano in carico agli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna;
  • persone che manifestano fragilità sociali tali da rendere necessario il loro inserimento in strutture di accoglienza o in programmi di emergenza abitativa;
  • persone senza dimora o in povertà estrema, seguite dai servizi sociali territoriali;
  • soggetti privi di abitazione stabile, costretti a vivere in strada o in strutture di accoglienza notturna come dormitori;
  • persone prossime all’uscita da strutture di protezione, cure sanitarie, comunità o istituti detentivi, che non dispongono di un alloggio alternativo;
  • giovani tra i 18 e i 21 anni che vivono fuori dalla famiglia d’origine sulla base di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, ospitati in comunità residenziali o in affido eterofamiliare.

Un sostegno economico e sociale per le fasce più fragili

L’Assegno di Inclusione, così riformato, si configura come una misura più ampia e articolata rispetto al passato. Non rappresenta soltanto un aiuto economico, ma un percorso di accompagnamento volto a creare condizioni di maggiore stabilità e integrazione. Il suo obiettivo è prevenire il rischio di esclusione sociale, sostenendo le persone che vivono situazioni di debolezza strutturale e favorendo, quando possibile, un loro reinserimento nel mondo del lavoro o nei percorsi formativi.